spazidelcontemporaneo  
 
Pierpaolo Antonello
Oikos: paradigmi letterari dell’abitare il luogo

In questo intervento cercherò di attraversare alcune declinazioni letterarie sul tema dell’abitare e del situarsi in un luogo, in uno specifico habitat ecologico e geografico, come tentativo di definizione dell’oikos, della casa, non tanto in senso descrittivo o come trasfigurazione poetica di particolari paesaggi, ma come definizione dei processi di costruzione cognitiva, sensoriale e linguistica dell’individuo attraverso il suo trovarsi orientato in una determinata topografia. Modelli paradigmatici per questo mio attraversamento critico saranno due autori cardine del Novecento italiano: Italo Calvino e Andrea Zanzotto. Affetto da dromomania il primo, e da iperstanzialità il secondo, questi due scrittori offrono attraverso i loro testi un esempio di quello che Paul Rodaway ha chiamato Sensuous Geography, una geografia sensuale e sensoriale che si trasforma in mappa cognitiva e in una eco-logia, in un discorso sull’oikos, sulla casa. In particolare mi concentrerò su alcuni racconti esemplari di Calvino come La strada di San Giovanni e Dall’opaco, conservando ovviamente sullo sfondo il suo testo più emblematico e famoso per ogni definizione di geografia letteraria: Le città invisibili, testo indispensabile per raccontare il passaggio dalla casa al mondo. Per quanto riguarda Zanzotto la mia attenzione si soffermerà su raccolte quali Dietro il paesaggio o La beltà, nonché su diverse dichiarazioni di poetica. Attraverso il concetto poetico di “paesaggire”, in modo particolare, lo spazio dell’abitare si impone per Zanzotto come un organismo in trasformazione, dinamico, mai rigido, ma come una forma “esteriorizzata” di memoria sociale, innervata nel luogo e che si propone come paradigma sia di antiche prossimità che di nuove relazioni. Tutte queste opere ci offrono infatti dei paradigmi descrittivi per concettualizzare il divenire dello spazio naturale e dello spazio urbano nella nostra postmodernità, attraverso il costruirsi della città come progetto e come organismo spontaneo; della natura come spazio della memoria e come spazio della dimenticanza; città-nostos (Itaca) e città assediate (Troia); ma anche natura-nostos e natura-assediata, obbedendo a quel paradigma binario indicato da Calvino in Collezione di sabbia, per cui le due sole mappe, i due soli racconti possibili sono quello della città-Iliade—la città assediata, Troia o Venezia—e quello del racconto-Odissea, dell’erranza e del viaggio di ritorno—Ulisse o Marco Polo.
[Venerdì 30|09|05]
  ; Home page
  ; Contatti
 
 
 
. Numero speciale di XAOS. Giornale di confine Reg. Tribunale di Sassari n. 381/2001 - 08/05/2001 - ISSN 1594-669X